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Saggio sulla Belleza - Evento Inaugurale del Momento Italia Brasile

Data:

15/10/2011


Saggio sulla Belleza - Evento Inaugurale del Momento Italia Brasile

Studio Festi

Momento Italia Brasile

Il 15 ottobre prossimo s’inaugura il Momento Italia in Brasile, un anno di eventi culturali e spettacoli per celebrare l’amicizia e la collaborazione tra i due paesi. Il luogo della festa è la Praça Floriano che farà da palcoscenico insieme al magnifico Teatro Municipal e al Palazzo della Camara dos Vereadores: su di essi si avvicenderanno le proiezioni di grandi immagini e le danze acrobatiche, mentre tutta la piazza sarà attraversata da coreografie su palcoscenici mobili e apparizioni di macchine volanti, così da rendere lo spettacolo visibile a tutto il pubblico presente. Lo spettacolo è composto da azioni dal vivo e da immagini virtuali. Davanti agli occhi degli spettatori e sulla loro testa si snoderanno i capitoli di un racconto allegorico, per immagini e suggestioni emotive a corto circuito. Nell’immaginario globale il Brasile è percepito come un Paese festoso. Alla diffusione universale delle immagini del Carnevale di Rio e di Salvador de Bahia, che tanto contribuiscono ai flussi turistici e alla crescita economica, si aggiungono le fantasie delle altre festività, improntate alla ritualità religiosa o alla celebrazione di ricorrenze civili, arricchite dalle tradizioni dei diversi Stati e territori regionali. Un ampio quadro gioioso dentro il quale emergono i ruoli del canto e del ballo, due altri must dell’iconografia brasiliana nel mondo. E’ dunque un atto di presunzione proporre per la cerimonia di apertura del Momento Italia-Brasile, che nasce per sottolineare il legame culturale, artistico e imprenditoriale tra i due Paesi, una festa imperniata su altri linguaggi spettacolari e su una nuova grammatica allegorica? Anzi è proprio dal confronto con la tradizionale creatività brasiliana che può emergere l’eccezionalità della ricorrenza che s’intende festeggiare in modo irripetibile. La rappresentazione festiva non si limita ad essere un’infilata di belle immagini trascinanti, destinate all’intrattenimento degli spettatori. Deve, dare ai partecipanti il senso d’appartenenza ad una storia (quella dei due Paesi, ospite e ospitante) che si è intrecciata più volte e che ha prodotto una sinergia estremamente positiva. Deve, in altre parole, produrre attraverso le sue visioni, un racconto, una storia, un mito, che parlino profondamente dei legami, diremmo quasi simbiotici, che legano Italia e Brasile. Se l’arte della festa è l’arte dello stupore, della meraviglia, della visione di “un altro mondo” (mai visto prima), questo stupore non può che partire da un artificio, una invenzione artistica sul mondo e sulla bellezza. La città si traveste, trasformata da effetti scenografici, luci, architetture, macchine, artisti del cielo. Queste forme artistiche rinnovano il paesaggio consueto e i cittadini sono orgogliosi di partecipare ad un evento che mostra la loro città in modo diverso, rivelandone la bellezza che l’abitudine non ci fa più cogliere. Il linguaggio della festa è dunque quello della visione: la storia scomposta e ricomposta in una nuovissima meraviglia, la dismisura, gli uomini che ingigantiscono la loro presenza nello spazio mediante macchine sceniche, gli edifici che si animano attraverso immagini proiettate, simulazioni ed illusioni ottiche, il cielo come palcoscenico di scenografie e attori volanti, di coreografie aeree, l’aria e l’acqua che danzano al ritmo della musica. È il trionfo dell’arte rinascimentale fondata sull’illusione, sullo stupore e la meraviglia: un’altra visione della città prende forma, dimensione e colore aggiungendosi alla città “normale”. Quando questa visione s’accende è festa: è il sole a mezzanotte, è la notte che diventa giorno, è la luce che irrompe nel buio. La manifestazione è destinata alla città di Rio in particolare, ma anche a centinaia di migliaia di brasiliani, e ovviamente a quei tanti brasiliani di origine italiana, che in questo appuntamento si vorranno riconoscere; ma i suoi significati superano la realtà locale, rimandando con forza un messaggio di unità culturale non solo all’Italia, ma all’intero “Vecchio Mondo”, dal “Nuovo Mondo”. L’immensità del Brasile con la forza dei suoi elementi naturali. L’acqua, con il mare che parla di storia e il grande fiume che parla di sviluppo e di futuro (risorse energetiche per l’intero continente); la terra con il nodo culturale della foresta amazzonica, l’epopea dei bandeirantes, il legno che dà il nome al Paese, la gigantesca impresa della ferrovia che l’attraversa; il fuoco, che agita grandi sentimenti, anche di terrore, ma è dentro l’anima dei brasiliani; l’aria, cioè il cielo stellato che figura fin dentro la bandiera e che presiede all’operato dell’uomo-costruttore, proiettato verso la comprensione e il dominio dell’universo e delle sue leggi. Una tensione verso la perfezione che Rio de Janeiro sta sviluppando, preparandosi a rivestirsi di nuovo in attesa degli eventi internazionali (Mondiali di Calcio e Olimpiadi) che la porteranno al centro dell’attenzione mondiale. Non solo il senso delle città, la forma pura del progettare, le prese di posizioni estetiche ma anche la libertà di sognare, lo scarto tra tensione ideale e disordine della vita quotidiana, il potere e la sua rappresentazione, la sproporzione crescente tra i ceti sociali, i nuovi simboli, l’incontrollabile spinta dell’economia globale. Le metafore dello spettacolo parleranno anche della natura antropofagica (come l’hanno definita Mario e Oswald de Andrade) dello sviluppo brasiliano, la capacità di fagocitare il nuovo che arriva e farlo proprio. Di qui lo straordinario grado di integrazione che ha unito indios, neri e bianchi, la fusione tra le culture indigene dell’interno e quelle portate dagli schiavi africani o dagli europei, in particolare dagli italiani, il sincretismo religioso. Senza dimenticare le icone fornite dalle eccellenze brasiliane in campi come le arti figurative, il cinema, la musica, lo sport.

Informazioni

Data: Sab 15 Ott 2011

Ingresso : Libero


590